L'argomento di questo post non è la mafia, cioè l' organizzazione criminale diffusa in varie forme in Italia, nella parte meridionale in particolare, e da lì esportata in altre parti d'Italia ed all'estero.
In questo post parlo piuttosto di MAFIOSITA', della cultura mafiosa, profondamente radicata negli italiani dall'azione secolare della"chiesa cattolica", che è la mafia originaria, il punto di riferimento ed il modello di tutte le altre organizzazioni mafiose sorte in territorio italiano.
La mia idea è che la mafiosità degli italiani è presistente alla nascita delle mafie propriamente dette, che sono nate, sono cresciute e si sono sviluppate perchè hanno trovato negli italiani quella cultura mafiosa, radicata in essi dall'azione secolare della chiesa cattolica.
Per illustrare questa mia idea inizio ovviamente spiegando in che senso la chiesa cattolica è a tutti gli effetti una "mafia".
Per farvelo capire vi invito innanzitutto a staccare il pensiero dai contenuti esteriori della religione, da specchietti per le allodole come dei, madonne, santi et cetera ed a pensare piuttosto alla chiesa cattolica come struttura, come organizzazione radicata in Italia da secoli e che da secoli controlla il territorio italiano e quelli che lo abitano.
Una cupola a Roma, a San Pietro, con un padrino, il papa, a tal punto potente da essere considerato "infallibile" dai suoi picciotti, e poi una struttura perfettamente organizzata e radicata sul territorio, fatta di chiese, monasteri, abbazie, diocesi e con migliaia di referenti: cardinali, vescovi, parroci, preti, frati, monache e suore.
Una struttura mafiosa perfettamente organizzata, che ha per secoli forgiato ed irretito gli italiani coi suoi "principi educativi" che sono i fondamenti della cultura mafiosa e, nel contempo, ciò da cui nascono e su cui prosperano tutte le mafie:
1) colpevolizzazione dell'individuo
2) sgretolamento dell' individualità e dell'autonomia individuale
3) riduzione dell'individuo alla comunità
4) distruzione di ogni tentativo individuale di miglioramento ed evoluzione
5) orientamento verso i rapporti col clero per controllare la vita degli individui
6) orientamento verso i rapporti personali come ulteriore strumento di controllo
Le strutture organizzative, i punti di riferimento ed i principi della mafia definita "chiesa cattolca" sono stati copiati e sviluppati da tutte le altre mafie sorte sul territorio italiano, che sono riuscite ad imporsi e svilupparsi proprio perchè trovavano nella maggior parte degli italiani una "cultura mafiosa" preesistente.
Le varie mafie nate nei secoli sul territorio italiano sono cresciute e si sono sviluppate perchè trovavano un popolo educato alla "mafiosità" dalla chiesa cattolica, che possiamo perciò senz'altro definire come la "mafia originaria" ed il punto di riferimento di tutte le mafie successive.
A questo punto, fatta questa necessaria premessa, possiamo senz'altro definire che cos'è la "cultura mafiosa", che cos'è la "mafiosità".
La cultura mafiosa, la mafiosità è la risultante finale dei "principi educativi" con cui la chiesa cattolica ha per secoli irretito e plagiato gli gli italiani, quelli elencati sopra.
Il mafioso è un individuo impaurito, intimidito e colpevolizzato, che sente addirittura la sua libertà individuale, la sua autonomia come una colpa, che ha come pensiero dominante, ossessivo, l'approvazione del potere e degli altri e che cerca nei rapporti col potere e con gli altri la sua gratificazione e la sua realizzazione.
Il mafioso è un individuo del tutto ignaro del fatto che la società umana è fondata sulla legalità, sulla legge e sulle norme.
Il mafioso è un individuo del tutto ignaro del suo essere individuo, dei suoi diritti e dei suoi doveri di individuo, che fanno di lui un essere umano libero, che ha come unico limite la legge.
Il mafioso è un individuo portato a sviluppare i rapporti personali, con tutti ma in particolare coi più forti e coi più potenti, certo che da quei rapporti, e non dal suo impegno, dal suo studio, dalle sue capacità individuali arriverà il suo successo e la sua realizzazione nella vita.
Il mafioso è un individuo che impegnerà la maggior parte del suo tempo, fin dalla più tenera età, nel coltivare i rapporti personali, del tutto disinteressato ad un impegno individuale, costante e duraturo teso a migliorare se stesso per competere con gli altri regolarmente e prevalere.
Inutile spiegare in che senso questo atteggiamento mafioso impedisca lo sviluppo umano e sociale, perchè appare fin troppo ovvio come una società mafiosa, impregnata di cultura mafiosa, porti gli individui a trascurare del tutto lo sviluppo ed il miglioramento individuale.
Questi individui, infatti, sapendo di vivere all'interno di una società retta da una cultura mafiosa ed essendo essi stessi impregnati di cultura mafiosa, sanno che il successo e la realizzazione personale giungeranno dai rapporti personali, ed in particolare dal rapporto coi potenti, ed a quelli si dedicheranno.
Questi individui trascureranno del tutto lo studio, l'impegno personale, tutto quello che serve ad un miglioramento come individui, perchè sanno che questo aspetto è del tutto privo di importanza, all'interno della società mafiosa in cui vivono, per il loro successo e per la loro realizzzazione personale.
Per farvi capire fino a che punto questa situazione provochi conseguenze terrirbili sullo sviluppo della società umana, basta citare la situazione conosciutissima dei "cervelli in fuga".
Individui di talento, portati per natura e per cultura allo studio, all'impegno ed alla realizzazione personale, consapevoli che in Italia questo modo di essere non viene in alcun modo premiato, e che, di conseguenza, vanno in altri paesi, dove invece il loro modo di essere viene giustamente onorato e ricompensato.
Il risultato finale, drammatico fino all'autolesionismo, è che i mediocri, quelli senza talento e meno impegnati a migliorarsi, più portati, per cultura mafiosa, a coltivare i rapporti personali, soprattutto coi potenti, e le raccomandazioni resteranno in Italia, mentre i mgliori se ne andranno in altri paesi.
Si potrebbe dire molto altro ma penso che quanto detto sia assolutamente sufficiente per far capire fino a che punto LA MAFIOSITA. LA CULTURA MAFIOSA DEGLI ITALIANI SIA LA VERA PALLA AL PIEDE DELL'ITALIA, o meglio dela MAFITALIA.
La Mafitalia ha bisogno di mediocri, più controllabili ed obbedienti,ed emargina i migliori, i più onesti, i più intelligenti, i più capaci ed i più competenti impedendo loro di competere alla pari con gli altri
L'interesse primario di una società umana sana, invece, è che i migliori emergano, in modo che in ogni settore della vita pubblica ci siano gli iindividui più capaci e più competenti.
La legalità, la legge uguale per tutti, è il modo attraverso il quale si raggiunge questo obiettivo: in una competizione in cui le regole siano uguali per tutti finiscono per emergere inevitabilmente e necessariamente i migliori, i più capaci ed i più competenti.
La mafia, invece, ha bisogno di individui controllabili ed obbedienti, che non pensino, che accettino gli ordini e li eseguano passivamente.quindi di mediocri
La Mafitalia è ormai un territorio in cui la mafia cattolica, la mafia massonica, la mafia tout court, la camorra e la ndrangheta si combattono tra loro, avendo appunto come riferimento la generale mafiosità degli italiani.
L'una o l'altra mafia prevale temporaneamente sull'una e sull'altra parte del territorio ed impone su di esso il suo potere ed i suoi uomini, che sono umini mediocri e perciò controllabili.
Un individuo intelligente, onesto, capace e competente è per sua natura un individuo dotato di autostima, di libertà e di dignità, che pensa, che agisce liberamente e non si sottomette passivamente agli ordini.
La mafia deve impedire in ogni modo ad individui simili di emergere, perchè individui simili sono un pericolo per la mafia e per il suo stesso modo di operare.
Per questo motivo la mafia cattolica, la mafia massonica, la mafia tout court, la camorra e la ndrangheta impongono sul territorio in modo ossessivo il loro potere ed emarginano gli individui migliori, i più onesti, i più intelligenti, i più capaci ed i più competenti, creando condizioni in cui essi non possono competere alla pari con gli altri.
L'individuo capace e competente chiede soltanto di esprimere le sue capacità e le sue competenze in situazioni di legalità, in cui le regole siano uguali per tutti, chiede cioè l' esistenza di quelle situazioni in cui i più capaci ed i più competenti emergono.
Garantire le condizioni di legalità vuol dire garantire che i più capaci ed i più competenti emergano, e questo è proprio quello che ogni mafia deve impedire per garantire la sua sopravvivenza.
Accade così che la mafia cattolica, la mafia massonica, la mafia tout court, la camorra e la ndrangheta una volta occupato un territorio si preoccupano di imporre il loro potere su quel territorio imponendo i propri uomini, che sono appunto i mediocri, i più controllabili, i più obbedienti, quelli che non pensano e non creano problemi.
Questo obiettivo viene raggiunto togliendo ogni condizione di legalità, impedendo cioè che si instauri una situazione in cui i più capaci ed i più competenti emergano.
Gli uomini della mafia, i mediocri, i più controllabili, i più obbedienti, vengono imposti a forza, per garantire, attraverso la loro presenza sul territorio, il controllo assoluto di quel territorio da parte della mafia che lo possiede.
Il risultato finale inevitabile di questo modo di operare è un peggioramento lento ed inesorabile delle classi dirigenti del paese, ma anche di ogni settore della vita pubblica.
Si potrebbe dire molto altro, ma penso che quanto detto sia assolutamente sufficiente per capire come LO SVILUPPO UMANO E SOCIALE DELL'ITALIA PASSI ATTRAVERSO LA DISTRUZIONE DELLA MAFIA, DELLA CULTURA MAFIOSA E DELLA MAFIOSITA' DEGLI ITALIANI.
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